Niente è come sembra: IL CULO nella letteratura italiana dal medioevo all'800

Niente è come sembra: IL CULO nella letteratura italiana dal medioevo all'800
La copertina del libro

NIENTE E' COME SEMBRA

 

Che dire? Sembra una stupidaggine, uno di quegli scherzi che a volte ci si fa tra amici. Invece si tratta di un'antologia seria. Un viaggio nella letteratura italiana a partire dal basso medioevo sino alla fine dell'800.

Perchè “il culo”? Si tratta di una provocazione. Il ‘900 ha rimesso i mutandoni lunghi alla cultura proprio com’è accaduto nel ‘700. Si fa, ma non si dice. E allora questo vocabolo ha perduto le innocenti connotazioni dell’alto medioevo. Un tempo, “culo” era la parte posteriore, non soltanto delle persone o degli animali, ma anche delle cose. Oggi, quando ci troviamo di fronte al vocabolo “culo”, gli voltiamo il culo... Cioè fingiamo di non aver visto il vocabolo e lo traduciamo con “deretano”, “sedere”, “didietro”, “terga”, “posteriore” ecc., oppure ci lanciamo in voli pindarici settecenteschi che a volte sono divertentissimi, a volte sicuramente imbarazzanti. Insomma, siamo diventati decisamente ipocriti. Un culo è un culo e un culo e basta. Ma in passato il vocabolo si è utilizzato in molti modi diversi. Ci sentiamo perciò di sconsigliarne decisamente la lettura ai minori, dato che questo può intendersi come un obbligo di legge laddove si possa intendere con “osceno” tutto ciò che possa essere inteso per tale, nonostante la faccia degli uomini politici compaia in TV e sui giornali in modo decisamente pornografico. Ma siccome niente è come sembra, oltre alle sguaiatezze volgari dei sonetti di Pietro Aretino vi sono anche tutte le altre ragguardevoli opere della letteratura italiana che sovente vengono censurate a causa di… Un culo…

 

(Lulu.com, pag.599)

 

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